La notizia è di oggi: una detenuta nella prigione di Pontedecimo, un quartiere genovese della val Polcevera, ha chiesto ed ottenuto di poter cambiar sesso. 

Iter psicologico e clinico a Torino

Diventerà uomo una detenuta del carcere femminile di Pontedecimo, condannata per reati di furto, evasione e resistenza con fine pena nel 2022.
La donna era stata assegnata a Genova, proveniente da Torino, per motivi di sicurezza e di ordine.
La detenuta tornerà a Torino per iniziare l’iter per diventare uomo.
Sono previsti almeno 12 viaggi con destinazione ASL torinese per iniziare la pratica burocratica, psicologica e medica: incontri con gli psicologi e iter clinico endocrinologico. 

Il primo caso fu il Diabolik di Torino

Recuperando l’archivio di Repubblica del 1994, troviamo un altro caso, ribaltato rispetto alla donna di Pontedecimo, ovvero uomo che sceglie di diventare donna.
È la storia di Vincenzo Cocciolo, conosciuto nel 1973 come “il Diabolik” di Torino.
Dopo un’infanzia sofferta, a 24 anni rapisce e sevizia un’impiegata di 18 anni.
Entrato in carcere nel 1976 con vent’anni di pena sulle spalle si era guadagnato altri vent’anni tentando evasione finita male.
Nel 1987 il clamoroso coming out: comunica al suo legale la sua decisione di diventare donna a tutti gli effetti.
Rimbalzato di carcere in carcere, dove la sua trasformazione aveva iniziato a creare problemi nella convivenza con gli altri detenuti, riesce finalmente all’età di 46 anni, dopo un intervento chirurgico all’ospedale Mauriziano di Torino, a diventare Terry.
Pioniere in prigione, fu però rinchiuso in attesa della registrazione come donna in anagrafe, in cella d’isolamento:

È il primo cambiamento di sesso in carcere ed è fuor di dubbio che si sia posto il problema di una nuova collocazione del detenuto. Ora che Vincenzo è diventato una donna non può certo stare in cella con i suoi vecchi compagni.

aveva spiegato Enzo Testa, allora direttore della casa circondariale di Ivrea.

Oggi il problema lo solleva la Polizia Penitenziaria

Sono cambiati i tempi, ma continuano i problemi. 
Oggi chi si lamenta del caso della donna di Pontedecimo è il sindacato Uilpa della Polizia Penitenziaria.
Genova Today riporta lo sfogo di Fabio Pagani – Regionale della Uilpa:

Uomini e donne della Polizia Penitenziaria saranno impegnati da Genova a Torino per ben dodici volte, solo per iniziare, in pieno piano ferie, in carenza di organico e senza ore di straordinario pagate, senza anticipo delle mission, per un calendario psicologico e per la volontà di una detenuta di cambiare sesso, quando la stessa poteva essere assegnata in un istituto nei pressi dell’Ospedale di Torino, risparmiando straordinario, mezzi e missioni.
Questi errori dell’Amministrazione Penitenziaria incidono fortemente sui carichi di lavoro della Polizia Penitenziaria […].
Esortiamo ancora una volta Conte, Bonafede e Tria a rivedere i tagli per garantire i finanziamenti idonei atti a impedire la completa paralisi del sistema penitenziario italiano.