Cliché estivo? Scappatella furtiva? Chiamatelo pure come volete, ma il sesso in mare (o in piscina) rientra tra le fantasie erotiche più condivise dell’estate.
Quest’anno due esperti ci spiegano quando – e perché – è meglio evitare.

Buona la prima!

Se proprio non riuscite ad evitare di spegnere gli ardenti bollori tra le acque chete della piscina o tra quelle ondulate del mare, sappiate che dovete considerare “buona la prima”.
Questo in quanto abbiamo scoperto che, la prassi della pratica sessuale in acqua, non giova alla salute della donna.
Anzi.
Ad essere in pericolo sarebbero i tessuti del rivestimento vaginale.

La parola agli esperti

Ad aver rotto il tabù sono l’infettivologo Jean-Marc Bohbot, dell’Alfred Fournier Institute e il dottor Jacques Waynberg, sessuologo e psicoterapeuta che ha diretto fino al 2007 il Diploma in sessuologia e sanità pubblica alla facoltà di Medicina dell’Università di Parigi Denis Diderot.
Il pericolo per la salute delle donne sarebbe legato all’attrito dei corpi in acqua, ben diverso da quello che accade all’asciutto.
Lo sfregamento aumenta il rischio di infiammazione vaginale.
Dai primi sintomi, che possono passare in sordina, la donna potrebbe incorrere in una infezione vera e propria.
La secchezza vaginale, infatti, è tra i principali fattori che incidono negativamente sulla flora batterica, indebolendola.
I disturbi di conseguenza, possono essere legati all’insorgere di fastidiose vaginiti, cistiti e micosi.

I rischi da evitare

Oltre al danno per la salute, il sesso in acqua comporta più rischi legati all’uso del profilattico.
Specialmente se siete alla ricerca di un flirt estivo, fate sempre sesso protetti dalle malattie sessualmente trasmissibili.
Non dimenticate quindi che occorre uscire dall’acqua per indossare il preservativo ed è fondamentale che non entri acqua all’interno.
D’estate, inoltre, occhio alle temperature da spiaggia!

Il caldo, il sole e la conservazione in luoghi poco sicuri possono danneggiare il lattice.