“Tutto o niente” è il titolo del libro sulla vita del grande concorrente di Pantani e Armstrong uscito nel 2005. 
Poi una lunga discesa, a differenza delle gare, verso l’abisso. 

Il 28 Agosto 2019 è arrivata l’ultima sentenza: colpevole.
Il fatto è accaduto l’anno scorso in un hotel a Francoforte: il campione del ciclismo ha prima aggredito e poi ferito una escort. Al momento del misfatto, Ullrich era sotto effetto di alcol e droga.
Fortunatamente, la donna non ha rischiato il pericolo di vita. 
Ullrich ha richiesto e ottenuto per il caso la procedura d’urgenza da parte del tribunale della città tedesca.
La condanna emessa lo obbliga al risarcimento di 7.200€: in questo modo il campione ha evitato di incorrere in conseguenze ben più gravi. 

L’arresto a Maiorca nel 2018 

Purtroppo non è il primo fatto di cronaca che porta sulle prime pagine di cronaca il vincitore del Tour de France (1997) Vuelta (1999) e oro olimpico a Sydney nel 2000.
Soltanto l’anno scorso era stato arrestato a Maiorca, dove abita dal 2016, dopo essersi introdotto furtivamente nella proprietà privata del vicino, il regista Til Schweiger.
Quella sera era in corso un party esclusivo per l’uscita del nuovo film del regista “Honey in the Head” quando Ullrich ha scavalcato la recinzione della villa e ha provato ad aggredire con un manico di scopa uno degli ospiti.
A sua difesa il campione aveva replicato:

“Ho suonato e siccome nessuno mi apriva, ho deciso di entrare. Ed è stato un amico di Til a perdere il controllo, ha cercato di colpirmi con un calcio in stile Kung Fu che sono riuscito a schivare e poi è arrivata la polizia”.

Anfetamine e depressione in seguito alla separazione 

Questo periodo è tra i più difficili nella situazione personale di Jan Ullrich.
Il regista ne ha raccontato uno spaccato:

“Era diventato quasi uno di famiglia, purtroppo quando è stato lasciato dalla moglie ha iniziato a prendere anfetamine. Mi raccontava che dormiva solo due ore, iniziava a bere birra alle 6 del mattino e continuava per tutto il giorno. Mi disse anche che aveva una ricetta per assumere cocaina poiché meno dannosa delle anfetamine”.

Un inferno acuito dalla depressione; l’anno scorso l’ex ciclista aveva dichiarato:

“La separazione da Sara e la distanza dei miei figli, che non vedo da Natale e con i quali non sono quasi riuscito a parlare, mi hanno portato a fare e prendere cose di cui mi pento molto […] Per amore dei miei figli sto facendo terapia. Non potevo dormire, sono diventato agorafobico. È stata una delle prove più difficili della mia vita”.

Ci auguriamo che riesca a rimettersi in pista, nella gara più difficile che dovrà affrontare: la riabilitazione.